Io “Nel paese delle meraviglie” non ci voglio andare!

Ennesimo caso in Italia di maltrattamenti, da parte delle maestre, sui bambini di una asilo di Pinerolo, chiamato appunto “Nel paese delle Meraviglie”.  Nel leggere l’articolo, vi sembrerà di leggere ciò che la strega cattiva faceva ad Hänsel e Gretel: bambini presi e chiusi dietro le sbarre di un camino, al buio. Bambini lasciati piangere fino all’esaurimento delle lacrime e dell’energia, o costretti a mangiare il loro vomito assieme ai compagni… Mi chiedo tante cose. La prima è questa: cosa spinge queste donne che hanno studiato per farsi chiamare “maestre” dai bambini a compiere orrori di questo genere? Io ricordo al massimo qualche scappellotto (e andavo dalle suore, che sono dei crostini da nulla, ve lo assicuro!) oppure qualche punizione della serie “per mezzora non giochi e stai buona lì”. E sono convinta che era tutto frutto dell’esasperazione di trovarsi un gruppo scatenato di bambini urlanti e scorrazzanti per tutto il cortile. Ma era comunque il massimo! Come fanno, dico io, queste persone a non accorgersi della cazzata che stanno facendo? Sono 3 maestre intorno ai 30, lavoravano insieme. Ergo: maltrattavano insieme. Ma come è possibile? Come hanno fatto a giustificarsi l’un l’altra per tutto questo tempo? Lo stesso dicasi per tutti gli altri casi finora visti nei vari asili italiani…Non è mai una singola maestra, ma c’è una specie di sadica complicità… Alla faccia dell’istinto materno!

Altra domanda: quali traumi possono causare episodi del genere sulla psiche di un bambino tanto piccolo? Ad esempio io sono sempre stata una persona (e quindi anche una personcina) molto impressionabile. Se avessero fatto a me una cosa del genere in tenera età gli effetti sarebbero stati credo devastanti…

E ancora: a quanti sensi di colpa dovranno far fronte quei poveri genitori che per molto tempo non si sono accorti di nulla? Alcuni di loro avevano ritirato i figli dall’asilo perché avevano visto le reazioni esasperate che i bambini avevano ogni mattina alla vista di quel luogo osceno. Ma gli altri?

Per quanto mi riguarda, io ritorno con la memoria ai tempi dell’asilo e avverto la netta sensazione che sia uno dei momenti più belli e più dolci della mia vita. E’ come posarsi un piumino di cipria sulla guancia. E’ come i pranzi passati dai nonni paterni, quando mio nonno mi cantava “gote pendule” (canzoncina ai più ignota) e mi dava cento lirone per il gelato. E’ un ricordo solido e spesso come le tuniche delle suore tanto severamente dolci e ferme. E’ un ricordo minuto ed esile come la mia maestra Evelina, una delle persone più buone del mondo. E’ un ricordo bagnato di pioggia e caldo di sole.

E’ un ricordo che sa di chewingum alla cannella.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...