DUE!

8 anni fa entrare in un negozio russo, a Mosca, era sempre una sorpresa. Non sapevi mai come saresti stato trattato, o bistrattato, dall’altra parte del bancone. Esempio: alla fermata della metro Prospekt Vernadskogo, c’era un negozietto dove vendevano ogni sorta di generi alimentari. Ricordo che poiché il mio livello di conoscenza della lingua russa era molto scarso, non appena riuscivo a farmi capire dalla commessa musona, baffuta e cattiva, prendevo DUE di tutto. DUE pani, DUE cioccolate, DUE acque e così via. Questo era un trucco furbissimo per vedere quel cesso di donna una volta in meno (la stronza!).

Sì perché 8 anni fa negli alimentari russi, come anche in altri chioschetti disseminati qua e là nella Metro, noi poveri stranieri venivamo considerati alla stregua di tutta la massa della popolazione: numeri. E si sa, un numero che non riesce a spiegarsi velocemente blocca la fila! Và la gente che c’è dietro di te, và!!!

Questa crudezza dei modi, però, aveva creato in me una sorta di cartina tornasole antifregatura. Come vedevo un qualcuno troppo gentile nei miei confronti, i cui modi molto affettati ti coccolavano un po’ dal freddo siberiano, sapevo già che di questi non dovevo fidarmi. Come in effetti è stato (se ci ripenso mi vergogno ancora). Successe che andai al mercatino sovietico, alla fermata al tempo chiamata Ismaylovskij park, ora chiamata Partisanskaya. In questo mercatino le persone sono tuuuuutte affabili: si sperticano proprio in inviti a vedere il loro stand meraviglioso, dove spiccano sovrani copricapi favolosi, pelosi, portentosi alla modica cifra di cent…novant…viagiustoperchéseite 30 euro! Ma a me non interessavano i cappelli…tse! Io avevo messo gli occhi su un’icona sicuramente originalissima! La famosa Icona dello Stinasti Antani come Fosse che No. La dovevo avere. Questo tipo era miele allo stato puro, e mi intortò talmente bene, e io mi sentivo talmente piccina e indifesa, che alla fine pagai 50 euro e detti io a lui il resto di 100 rubli (ero completamente nel pallone, che ne so). Insomma, ora non mi sarebbe mai successo. Ma non perché ho già l’Icona dello Stinasti, ma perché dopo un sacco di anni a Mosca ti fai le ossa, anche troppo.

Ora comunque le cose un po’ sono cambiate. Cioè…. Negli alimentari si litiga ancora, soprattutto nella catena Dieta, di stampo sovietico. E’ incredibile. Questo negozio racchiude sotto di sé diverse sezioni alimentari: latte e formaggi, pasta e farina, pane, reparto macelleria, ecc. Ricordo un giorno che litigai con TUTTE le commesse di ogni sezione! Tornata a casa, mi spiegarono che queste persone, nate nel cccp, sono abituate ai modi bruschi perché a quel tempo avevano sempre il coltello dalla parte del manico. Praticamente nelle loro teste “elargivano privilegi alimentari” a chi avesse le tessere. Ed ora è difficile estirpare questa convinzione, non c’è niente da fare. Solo le nuove generazioni sono immuni da tutto questo ( e per fortuna).

Come dicevo prima, comunque, le cose sono cambiate. Adesso si guarda alle persone come individui (parlo sempre dei negozi, per ora non mi sbilancio, perché di cose da dire ce ne sono tante), e ADDIRITTURA non è raro vedere sorrisi e affabilità. Le grandi catene tipo Carrefour, McDonald’s, Metro, ecc. nascono come funghi, e c’è stato un periodo, quello prima della crisi mondiale che ha investito cronologicamente parlando la Russia prima dell’italia, in cui l’economia fiorente aveva reso le persone “felici” (o meno scontente), poiché finalmente in grado di far fronte a necessità di vario tipo senza più remore. E’ lì che qualcosa nell’impostazione del rapporto commessa-cliente cambiò, con mio sollievo.

Non dico mi sentissi a casa…questo non è mai successo. Però mi sentivo meno estranea. Sentivo più umanità, forse perché c’era meno miseria, meno tristezza…

O forse ero io che finalmente avevo imparato il russo.

Mercatino sovietico dove si possono trovare icone originalissime!

 

3 thoughts on “DUE!

  1. dorotea scrive:

    La Russia mi ha sempre suggestionata. Nell’ultimo periodo in particolare ci ho pensato come meta del mio prossimo viaggio.
    Quello che mi ha sempre colpito, miti a parte, è l’atmosfera rarefatta che ho respirato nella fotografia dell’Est. Come una ferita latente. Non l’ho trovata mai altrove.

  2. cioccolove scrive:

    Esatto, è la sensazione che ho provato e provo anch’io quando ne parlo. Quando sarai lì, vedrai che mosca è una realtà a parte rispetto alla Russia. E’ diversa anche da Sanpietroburgo. Forse in quanto capitale. Se mai andrai dimmelo, sarò felice di darti qualche dritta, se potrò.😀

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