Shining Hotel ovvero 1984 by Orwell

La prima cosa che mi investì fu la fatiscenza e lo squallore della costruzione. 22 piani di stalinismo e spigoli di cemento che cadono a pezzi e che riuscirebbero a far vacillare la sicurezza di chiunque, ve lo garantisco.

La seconda cosa fu l’odore. Un olezzo confuso di gas, tossicità allo stato puro, catrame e mensa ospedaliera.

Questo fu il mio arrivo all’Obshezhitie, la casa dello studente russa.

L’Obshezhitie è una specie di lager dove regna sovrana l’Okhrana, ovvero il gruppetto di guardiani che controllano ogni entrata ed uscita nonché ogni movimento di chiunque. Per spiegarmi meglio: nonostante tu paghi fior fior di quattrini per soggiornarvi, vieni trattato come un pezzente non meno di quelli che vi abitano gratis. Inoltre, cose semplici come l’andare a fare la spesa diventano’imprese. Immaginate infatti di avere 3 o 4 pesanti pacchetti di generi alimentari e bevande, le braccia indolenzite, e di dover cercare in tasca il passaporto da mostrare ogni volta alla suddetta Okhrana per poter rientrare in casa vostra. Piccolo particolare: dietro di voi intanto si è già formata una fila lunghissima di persone ansiose di mostrare il loro, di passaporti.

Arriviamo all’ascensore, finalmente. Ma anche qui spesso ci sono le file. I piani sono tanti, gli studenti pure. Spera solo che non ti scappi mai di andare in bagno in queste situazioni! E spera che nessuno ti rivolga la parola, perché dovresti fare la faccia da perdente della serie “Sì, ok, non sto capendo niente, non sono russa e non sono ancora così brava, ecco.”

Quando poi le porte del LIFT si aprono sul tuo piano, un trionfo di luci bianche al neon ti regalano una sensazione di calore ineguagliabile, e non vedi l’ora di arrivare nella tua camera tra questi labirinti di corridoi tetri. E l’unica cosa che riesci a chiederti nel tragitto è “MA CHI ME L’HA FATTO FARE???”.

La spesa pesa! Sei stanco e vuoi solo stare un po’ fra le tue cose, al sicuro…be’, il più possibile, almeno.

Ecco, finalmente ci siamo! Adesso giro le chiavi della mia Komnata (stanza) e….

…ed è da quell’altezza che le luci della città ti abbagliano. Ed è da quell’altezza che vieni rapita, legata. Le finestre in Russia sono così grandi che comprendono quasi tutta una parete di una stanza. La notte allora diventa uno spettacolo di blu e nero, un quandro surreale di pennellate violente di rosso e colpi di luce ovunque.

Una notte senza tende.

E’ allora che ti siedi alla scrivania e cominci a pensare a cosa farai domani, quando uscirai dall’Obshezhitie e andrai a vedere il museo di Mayakovskij, dove c’è quel negozietto che tiene quei poster di propaganda anni ’30 che ti piacciono così tanto. Ah! Già che ci sono, poi, potrei andare alla BiblioGlobus, in una libreria così grande avranno sicuramente quello che cerco. Be’, poi, già che sono lì allora farò sicuramente una puntatina sulla piazza rossa. Eh già! Ma c’è il GUM a 2 passi! Allora potrei…

tipico condimento russo, dal sapore moooolto forte, tipo wasabi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...