back to the roots

E stanotte, come domenica notte, non ho dormito. Alle 21 gli occhi mi si chiudevano e sono andata a letto. Quando ecco che un forte odore di zolfo insiste nella stanza: Santina aveva dato fuoco allo zolfo nel forno, non chiedetemi perché…anzi, per cortesia, chi sa il perché mi illumini. Perché è d’uopo bruciare lo zolfo nei forni a legna? E’ una questione igienica?

Comunque dopo niente. Niente di niente. Niente sonno, niente voglia di leggere, niente me. Solo pensieri negativi e un senso forte di oppressione fisica genereale.

Sarà perché ieri, dopo un anno che sbatto la testa ovunque per cercare un lavoro come si deve, ho dovuto ripiegare sul posto da cameriera che già coprivo 7 anni fa quando mi pagavo gli studi all’estero.

E non ho altro da aggiungere.

5 thoughts on “back to the roots

  1. unspokenwords1974 scrive:

    Ti capisco molto bene Ari… anche io sono dovuto tornare alle mie radici e la situazione mi va talmente stretta… Cerca di fare come faccio io : non sarà così per sempre. E’ un’altra parte della nostra vita in cui siamo messi alla prova (per l’ennesima volta sì) ma so che saremo forti come al solito che tutto questo é solo di passaggio per un futuro migliore. Non smettere di cercare e tieni sempre la testa alta. Un abbraccio

  2. cioccolove scrive:

    Grazie Paul. E’ vero, non sarà per sempre. Questo è decisamente consolante. Spero veramente di realizzarmi, di trovare quella stabilità di cui ho così bisogno.
    A volte è orribile ritrovarsi a pensare di aver fatto le scelte sbagliate. Ma erano giuste per me nel momento in cui sceglievo, e non ci credo molto nella storia del “si dovrebbero fare le cose 2 volte, nella vita”. Credo che bene o male mi ritroverei a questo stesso punto…
    E’ vero: la testa va tenuta alta. Perché in fondo io sono una delle persone più fortunate che io conosca. Non mi sono mai nascosta dietro niente, e non vivo nell’ipocrisia.
    E’ una fortuna essere coscienti che la vita è solo una.

  3. dorotea scrive:

    Capisco. Anche se sono allo stadio di studentessa che deve pagarsi gli studi facendo la bevandista, la cameriera e chessò. Capisco la frustrazione. Il senso del dovere che si scontra con i propri desideri. E la ribellione.
    Ma credo che veramente l’unica possibilità sia quella di non abbattersi e lavorare per un domani migliore, più vicino alle proprie aspirazioni. Sempre con dignità perchè ce n’è potenzialmente in qualsiasi cosa si faccia, basta volerla.

    Io te lo auguro con tutto il cuore.

  4. cioccolove scrive:

    Grazie Dorotea.
    Arriveremo ad avere ciò che vogliamo.
    anzi:
    Arriveremo ad avere ciò che vogliamo!
    Questo è solo un momento, un passaggio, sebbene frustrante. Intanto faccio il giochino di pollyanna e dico:” che bello, ho un lavoro!”…🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...