the lovecats

Mosca. 2003.

La casa dello studente è un rudere sovietico alto 22 piani e ricorda tanto “Shining Hotel”.

Io sto al 17esimo piano e ho la vista sulla Lamanosov (l’università, uno degli edifici chiamati da Stalin “Le 7 Sorelle”) e sul circo. Se guardo giù vedo la neve e la gente che al chiosco acquista birra e sigarette.

Ascolto i Cure, fumo una sigaretta, e capisco così su due piedi che tutto mi tiene legata a quel posto. Capisco che per niente al mondo voglio andarmene.

Lucca. 2010.

Invece me ne sono andata. E di corsa, anche.

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